23 luglio 2011



di Francesco

Era l’estate, quella di fine luglio, quella con il cielo limpido e le nuvole sparse dal vento. Era spassosa, divertente, esagerata, curiosa e appassionata. Era la Francia, era il viaggio, era un romanzo quello della sua vita e della tua. Era il suo francese perfetto, le sue parole crociate, i solitari con le carte. In cucina era il coniglio, la macedonia e la panzanella. Era il lavoro, attento, meticoloso al punto da sembrare maniacale. Era forte perché temprata dalla guerra e dalla fame. Era e continuerà ad essere mia nonna.

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Come un ciliegio



di Francesco Tavanti

Il cielo stellato è come un ciliegio pieno di frutti. Per andare a prenderne uno ci devi salire, rischiando di sbucciarti, cadere o essere visto. La paura, la pigrizia e l’orgoglio sono sentimenti necessari per capire quanto desideriamo quella stella.

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L'arrivo a casa. da: "Graissessac"

di Francesco Tavanti

Una volta spento il rumore del motore e dello stereo, la musica del gruppo svedese, continuava a risuonare nelle mie orecchie e ad accompagnare i miei sogni. Rimaneva nell’anima, affossandosi lentamente fino ad essere riascoltata per altre innumerevoli volte nei giorni successivi durante le gite quotidiane. Mio nonno prendeva le chiavi dal cassettino laterale della portiera, poi scendeva e si sgranchiva le gambe. Qualche volta non facevamo in tempo ad arrivare che qualcuno si era già fermato a parlare, accogliendoci con sincero affetto. Si dirigeva verso la porta, verso il coperchio del cofanetto, che fra poco avrebbe iniziato a suonare come un Carillon, e infilati gli accessi nella toppa, faceva girare il chiavistello. Uno, due, tre giri amplificati dalle stanze infinite. Poi l’anta di destra si apriva verso l’interno, e un vento d’aria fresca mi soffiava nel corpo accaldato. Entravo, il corridoio centrale era avvolto nella penombra. Un odore di chiuso, di polvere e di umido riempivano le mie papille olfattive, anche loro avare nel non perdere niente, a raccogliere ciascuna emissione anche la più impercettibile. La casa ci stava aspettando, desiderava che spalancassimo le finestre, voleva riaprire gli occhi allargare i polmoni, disintossicandosi della solitudine accumulata nei lunghi mesi invernali. Dovevamo togliere i lenzuoli dai mobili, tagliare l’erba del giardino, caricare l’orologio a pendolo. Voleva sentire i nostri schiamazzi, l’odore del cibo, lo sciacquone scendere. Rivedere gli amici dei miei nonni, che in processione uno dopo l’altro, sarebbero venuti a trovarci.

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Container



di Francesco Tavanti

Al Museo Kunstpalast di Dusseldorf in questi gg c'è una mostra sull'uso architettonico dei Container. L'impiego di tali moduli a scopo abitativo di vario genere, come alternativa alle costruzioni tradizionali è un modo per riciclare nella funzionalità ciò che era nato per altri scopi.
I container di dimensioni standard cm 6068 X 2438 vengono usati come una sorta di Lego, i cui attacchi sono rappresentati da strutture supplementari di vario genere, come rampe di scale, verande e passaggi dall'uno all'altro.

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Autostrada dei fiori

di Francesco Tavanti

I pensieri corrono tortuosi, sospesi tra luci ed ombre, stretti tra realtà e fantasia. E mentre calano le tenebre le ombre si illuminano.

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Io cammino

di Francesco Tavanti

Il rumore disordinato delle tazzine che si ordinano sopra la macchina del caffé, le sedie capovolte sui tavolini, il pavimento marmoreo sotto il porticato bagnato per cancellare le macchie di una notte beona, la voce in sottofondo di un dj. Ma anche il fruscio del giornale sfogliato senilmente. La città si sta risvegliando, il sole splende in una giornata tersa, l’edicolante appende le locandine fuori dal chiostro, io cammino.

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Come risacca

di Francesco Tavanti

Come risacca, dal mare d’autunno, arrivano i primi moniti. La luce dei lampi illumina il cielo sopra le nuvole, e un vento freddo spazza via l’afa estiva. Le peripatetiche notti sembrano già un lontano ricordo, e le oniriche giornate un’esperienza necessaria. Torneranno i giorni caldi, forse anche più caldi di quelli vissuti fin qui, ma la promessa dell’estate quella no. Contemplare, senza necessariamente trovar le ingannevoli parole, nelle tarde notti mattutine, e nelle sempre nuove sere pomeridiane.

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Sally. Fiorella Mannoia



Quando si dice che per ogni grande autore ci vuole una grande interprete. Senza nulla togliere alla versione del grande Vasco, ritengo che la Mannoia (forse perché donna) riesca a dargli un'anima. Che bel rumore...

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Non posso

di Francesco Tavanti

Non posso illuminare un giorno che non vuole sorgere, alimentare un fiume che non vuole sgorgare, posarmi come rugiada su un fiore che non vuole sbocciare.

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Ciabatte

di Francesco Tavanti

Ho sempre amato l’essenzialità di questi giorni dell’anno. Ciabatte e pantaloncini, gelati e giri a vuoto con la Vespa. L’effervescenza luminosa delle povere lucciole (raccolte a manciate per far monetine) e il frinire graffiante delle cicale. Le ciliegie e le grandi fette di cocomero. Le sere a chiacchierare, becerare, spettegolare all’ombra di un lampione. Immergere il naso in questa corolla in fiore, e aspirarne avidamente il profumo, non senza qualche screziatura di malinconia, al pensiero che presto appassirà.

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La battitura del grano

di Francesco Tavanti

Quella superficie piatta ed infinita, si estende nell’entroterra fino a perdersi nelle colline coperte di olivi e lecci. Mi è dolce lasciarmela alle spalle, quando da Grosseto si va verso Siena. Mi ricorda la campagna di Bésiers, e quella propaggine del mare prima di perdersi nelle vecchie colline. C’è anche la luna rosseggiante, che come una lampada d’arredo, sta appesa la di fronte.
Il caldo notturno di metà luglio, fa si che stando fuori a frascheggiare, sembri di essere all’interno di un’abitazione, tanto il tepore assomiglia a quello che si trova nelle case d’inverno. E’ facile perdersi all’imbrunire, nascondersi in una notte che non ti copre mai abbastanza, per poi riapparire all’alba, dopo poche ore. Ogni piccolo paese è in festa, la stessa che si faceva allora dopo la battitura del grano. Nell’aia si imbandivano lunghe tavolate, d’ogni ben d’Iddio. Tipico era mangiare l’Oca, Ocio in aretino. Le tagliatelle venivano condite con il suo sugo, e poi teglie appena tolte dai forni a legna, si posizionavano a distanze regolari. La fisarmonica accompagnava balli e canti, illuminati dalle lanterne e dalla luna.

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L’Istinto



di Francesco Tavanti

Nulla ha a che vedere con l’intelligenza, neppure con l’astuzia o con l’esperienza. Lui è un errante solitario, istantaneo, e spesso infallibile. Al suo seguito, i signori menzionati sopra, loro si, che di sbagli ne fanno. Poi con quelle lungaggini; di chi è insicuro e non sa decidere, di chi cede ai propri desideri e alle proprie debolezze.
Lui si serve dell’olfatto per gli odori che non ti aspetteresti, della vista che capta i movimenti impercettibili dell’occhio altrui, dell’udito che scova i toni vocali ipocriti, e del tatto che come ultimo razio si spinge, la dove osano gli intrepidi. Il gusto quando può esercitarsi non lascia ombra di dubbio. Spesso lo si associa al mondo bestiale, forse perché in essi non filtrato dalla razionale esperienza.
Vorrei fidarmi di più di questo amico, abbandonarmi a lui, e con lui errare per non più Errare.

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San Sebastián



da: Wikipedia

San Sebastián, è una città situata nella Spagna nord-orientale che conta circa 185.510 abitanti. È il capoluogo della provincia di Guipúzcoa, parte della comunità autonoma dei Paesi Baschi.
Sorge sul mar Cantabrico, alla foce del fiume Urumea, a circa 20 km dal confine con la Francia. Il pittoresco lungomare di San Sebastián, con le spiagge di Ondarreta, Zurriola e La Concha, la rendono una popolare località turistica.

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Pitti Yarns Moments

di Maria Chiara Buccianti

Si è conclusa oggi la 69 esima edizione di Pitti Filati, fiera di riferimento del settore di filati per maglieria. Insieme a Marco ed Elena Sanarelli, titolari della Mely's Maglieria, abbiamo fatto una fugace visita per osservare le tendenze proposte per l'autunno/ inverno 2012/ 2013.



Elena Sanarelli, insieme ai designers Pierluigi Fucci (a sinistra), curatore e ideatore dei capi esposti presso lo stand BOND-IN, e Cesare Fabbri (a destra) stilista della collezione MELYS primavera estate 2012.



Maria Chiara Buccianti ed Elena Sanarelli insieme ai designer Massimo Molina (a sinistra) e Filippo La Rosa, ideatori del concept per la Filatura Ilaria, realizzato insieme al prezioso aiuto di Laura Gallorini.

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Wake Me Up When September Ends. Green Day (2004)


di Lolo

Bellissimo brano del 2004 tratto dall'album American Idiot. Il video parla della guerra in Afganistan.
Segue testo e traduzione.

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Wild World. Cat Stevens (1971)

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Riecco il 21



di Francesco Tavanti

Ancora con il numero 21. L'ho rincontrato non solo nel mio cellulare che segna le 21:21, ma mi è sembrato in alcune altre cose, il cui denominatore comune potrebbe essere riconducibile alla fine e all'inizio. Come celebra l'ultimo libro di Tiziano Terzani, "la mia fine è il mio inizio". Questo post lo impost-erei come una sorta di decalogo. Il primo punto sono i solstizi che ricadono il 21 giugno e il 21 di dicembre. Guarda caso quest'ultimo è anche la data del..., nel calendario Maya. I puntini stanno a significare un qualcosa che non sappiamo; e non mi riferisco se accadrà qualcosa, ma se così fosse cosa accadrà. Il secondo punto è la canzone di Venditti "21 modi per dirti ti amo". I terzo è la maggiore età di una volta, rimasta ancora nel calcio ed in altri sports. Il quarto punto è la "trisonomia del cromosoma 21".

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Gloria Campriani



di Francesco Tavanti

Ho conosciuto solo recentemente Gloria Campriani. L'occasione si è presentata con la mostra d'arte "Tirar le Fila" di cui lei è artista mentre Melys è sponsor. Abbiamo parlato un pò, del suo approccio al mondo dell'arte, di quando ancora conciliava il lavoro alla sua passione, e di quando decise di dedicarsi interamente a quest'ultima. In concomitanza della mostra, abbiamo deciso di mettere un'istallazione in azienda, perciò con Gloria ci siamo trovati a Casole d'Elsa, dove dimorava un suo "Albero" rimasto li dalla precedente mostra.

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Parelli Natural Horsemanship



From: Wikipedia

Parelli Natural Horsemanship (also known as Parelli or PNH) is a program of natural horsemanship, created by Pat Parelli.
Parelli Natural Horsemanship is a program that uses an approach to communicating with horses based on natural equine behaviors, to achieve trust and respect in the horse/human relationship. PNH methods are mentally, emotionally and physically similar to the ways that horses act with one another within a herd.
PNH allows for thresholds, boundaries and fears for both horse and human, and encourages issues to be worked through, using mutual communication, leadership and love. Key components in this are attitude, knowledge, tools, techniques, time and imagination. In the program, it is recognized that both the horse and human have responsibilities in the partnership.

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Lezione 7. Mattonella in diagonale



di: ungomitoloalgiorno

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