Biennale di Venezia 2011, appunti di viaggio.



di Mauro Falsini

E’ variamente, leggermente diversa, Venezia, durante uno dei suoi qualsiasi periodi dell’anno. E’ vero, i turisti fanno sempre la loro bella presenza e sembrano essere il fulcro vitale di questa città sempre più in mano agli stranieri a discapito dei nativi, che da qualche decennio stanno scappando verso lidi più comodi.
E’ anche vero che qua e là si intravedono vecchiette irriducibili blindate all’interno di appartamenti poco luminosi, seppure invidiabilmente romantici, che distinguono e manifestano la loro fierezza nei confronti di chi riconoscono non far parte della loro comunità.

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Il canto d’agosto

di Francesco Tavanti

Steso sonnecchiando, ai margini di una lunga finestra estiva, ascolto la quiete pomeridiana, rotta dal suono delle stoviglie. Come un platonico Canto del Cigno, anche questo pomeriggio con il suo calore e la sua lucentezza, sembra esprimere tutto ciò ancora non detto durante l’estate; ed illudendo il suo proseguimento, presagire l’inverno.
Resistenza estrema di questa stagione e felicità inconfessabile di una natura arsa e impaziente d’affondare la sua bocca nell’oasi autunnale, è un tributo al passato e annunciazione per opposto del futuro. E come una cerimonia finale, proclama senza eseguirlo, la chiusura del sipario.

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Up patriots to arms. Franco Battiato



Il 9 settembre ad Arezzo, presso l'Anfiteatro Romano, tappa del tour estivo "Up patriots to arms".

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Vecchie riviste

di Francesco Tavanti

L'agosto e' tempo di riviste, di gossip interpretati da politici, industriali, sportivi, starlette ed infine, ma solo infine da persone dello spettacolo propriamente inteso.
Ogni anno, quando si rientra per le vacanze estive, nella casa di villeggiatura, si ritrovano i settimanali degli anni passati. Quel futuro li paventato e' passato, come certi amori in quelle pagine sfocati, sono prima diventati nitidi e poi scomparsi senza lasciar traccia.
Una cosa curiosa (lo dico come fatto di costume) e' che tanti volti, dopo vent'anni sono ancora qui, invecchiati al solito posto. Qualche pubblicita' di automobili alla moda, qualche redazionale, qualche festa dove belli ed abbronzati brindano con una flute di Champagne. Ma e' la rivista in se che spiegazzata ed ingiallita, in bagno o in salotto mi odora di quegl'anni. Mentre la sfoglio penso: a chi, come e dove ero, a cosa facevo in quell'estate. Chi c'era della famiglia, quali amici e quali amori. Anch'io mi scopro qui al solito posto.

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Pioggia

di Francesco Tavanti

Piove. Cade intensa frusciando. E ruscellando se ne va torbida di terra e pensieri fino a scomparire nelle fessure prodotte dalla sua assenza. Corre veloce, per poi trasalire lenta nei prossimi giorni, quando il sole tornera' a splendere. Tutto il resto puo' attendere, tutto si puo' procrastinare al suo cospetto. Raramente qualche tuono rinvigorisce d'intensita' la battente, e qualche strano pensiero sulla fine dell'estate sembra prendere consistenza. Dalla finestra aperta arriva una brezza fresca e leggera che mi accarezza il viso. Ora anche il suono metallico delle campane a festa, che appena interrotto, perdura vibrante nelle gocce sospese, distogliendole dalla loro verticale traiettoria. La sua ingombrante presenza si sostituisce nello spazio, solitamente assediato da aride riflessioni, provocando uno stato leggiadro.
Le nuvole si diluiscono dai toni più scuri, sono più luminose, anche la pioggia diminuisce d'intensita' e qualche cinguettio riappare nell'aria. Fra poco ciascuno dovra' tornare ad occupare, quel vuoto d'acqua, con importanti ma futili "cose da fare".

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Festa di Ferragosto

di Francesco Tavanti

Metti il 14 di agosto in una balera all'aperto. Suona il Mambo, chi da solo chi in coppia, ballano l'irriverenza alla quotidianita' di un lontano smemorato recentissimo passato o futuro, poco importa. Hic et nunc. Al margine della pista da ballo mi diverto a guardare i partecipanti. L'abbigliamento, l'eta', il partner e lo stile. Ma ancora più interessante e' indugiare sul cocktail di questi elementi. Provo ad immaginarmi ciascuno nella propria vita quotidiana. E' divertente vedere il volti divertiti, del prima durante e dopo. Con gli occhi lucidi di un fanciullo trovo compiacimento, nel respirare, osservare ed ascoltare tanta genuina festa, scesa dalle montagne.

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Rifugio Brentari



di Francesco Tavanti

Il rifugio Brentari è situato a 2473 m slm, nella Cima d’Asta, al centro del complesso montuoso del Lagorai. Dedicato ad Ottone Brentari (autore della prima guida del Trentino), si erge nel ciglio della diga morenica naturale, che contiene l’omonimo laghetto. Inaugurato il 24 agosto 1908, è stato successivamente; prima ristrutturato dopo la prima guerra mondiale, poi recentemente ampliato fino ad essere portato a 60 posti letto rispetto ai 18 iniziali. Salendo attraverso il sentiero CAI 326 ci si arrampica per circa un’ora lungo una spettacolare cascata monolitica di granito, che con un fronte molto ampio arriva direttamente alla malga Sorgazza nella valle sottostante.

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INTERVALLO 2

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INTERVALLO: Lo smartphone


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Birkenstock

di Francesco Tavanti

Ci sono oggetti destinati a cambiare il gusto estetico, uno di questi sono i Birkenstock. All'inizio sembravano disarmonici, disfunzionali per persone un po' strane. Eppure in quella silhouette goffa da "tedeschi", rilegando i Birkenstock a simbolo di una subcultura comoda ed ecologica ma non certo di stile, c'era una visione.
I "tedeschi" avevano capito prima di noi questa filosofia! Dando una "forma" a valori quali: la natura, l'ortopedia hanno ridefinito un canone estetico ed uno stile di vita. La prima volta che li vidi, mi sembrarono tanto brutti e privi di buon gusto. (Siamo noi italiani che nel tempo l'abbiamo sdoganati da sandalone naturalistico elevandolo ad oggetto snob). Eppure il ricordo mi accompagnò per diverso tempo interrogandomi di frequente sul loro significato. L'avevo visti il 25 aprile del 1990 ad una donna bella ed evidentemente disinteressata ad una sorta d'omologazione estetica. Questo mi incuriosi, iniziai a capire che seppur l'abito fa il monaco, quel monaco puo' essere differente da tutti gli altri. Capii che i Birkenstock avevano una disarmonica armonia e un'anima del tutto simile a quella di chi li indossava.

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Albergo Miramonti

di Francesco Tavanti

Dalle Alpi fino alla punta calabra, passando per il litoraneo appennino, l'Albergo Miramonti appare nelle più belle cartoline italiane. Nelle Dolomiti lo troviamo spesso appena fuori dal villaggio, dove collocato in mezzo ad un prato fiorito, contempla nelle belle giornate, il panorama oggetto etimologico del suo nome. Lo immagino nei mesi di maggio e giugno, con i balconi traboccanti di policromi Gerani, mentre una Lancia Aurelia o un autobus Granturismo si inerpicano con meta fino ad esso. Una cucina semplice e genuina, come semplice e caratteristica l'accoglienza e la camera. All'indomani al risveglio caffè latte, pane abbrustolito con burro e marmellata di mirtilli, come viatico per una giornata all'insegna di sospese camminate.

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